(Viaggio lento + ricarica veloce = esperienza per la vita)
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Slow travelling + fast charging = lifelong experiencing (Viaggio lento + ricarica veloce = esperienza per la vita) Abbiamo lasciato di proposito il titolo del testo in inglese perché volevamo giocare con le parole e con l’esperienza che c’è dietro. Slow travelling qui non indica la velocità (lenta) del viaggio, mentre fast charging, ovvero ricarica veloce, è il risultato di questo modo di viaggiare sempre più popolare, che mette la qualità al di sopra della quantità.

Testo dell’articolo
Il modo di viaggiare “lento” ricarica quindi più velocemente le nostre batterie, perché non siamo sotto l’influenza di un ritmo stressante (vedere il più possibile nel minor tempo possibile) e di un rigido programma di viaggio (che crea ulteriore tensione e sfinisce), e di conseguenza le esperienze restano impresse più a lungo nella memoria.
Questa ricca esperienza per la vita del modo di vivere “lento” nasce dall’interazione con la cultura e le usanze locali, dall’imparare a cucinare piatti locali, ma anche dal gustare cibo autentico e dallo stare con la gente del posto, che vi darà sicuramente molti consigli utili che non si trovano in nessuna guida turistica. Dopo viaggi del genere possiamo tornare a casa davvero riposati e ricaricati. Perché lo scopo del viaggio è proprio acquisire una ricca esperienza, fuggire dalla routine e conoscere nuove cose autentiche, riscoprire sé stessi, le proprie capacità, forze e limiti, e ampliare i propri orizzonti.
Il ritmo di vita accelerato porta un grande flusso di informazioni, comunicazione e tecnologia veloci, ma anche più stress e la sindrome da burn out che diventa sempre più presente anche al di fuori del mondo del lavoro. Rallentare, non solo fisicamente ma anche mentalmente, tornare alle risorse naturali intorno a noi e goderne è qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno.
Il concetto relativamente recente di slow movement è nato nel 1980 in Italia come risposta a una catena globale di fast food che stava aprendo una nuova filiale proprio lì. Con il tempo, dallo slow food e dallo slow travel i valori si sono estesi anche ad altri ambiti della vita, dai concetti di slow fashion, slow science, slow gardening, slow education, slow ageing.
Il concetto stesso di slow travel significa godersi il percorso (del viaggio), e non l’arrivo alla meta. In altre parole, meno è meglio. E no, non ha a che fare con la velocità del viaggio o con le escursioni a piedi con lo zaino in spalla, né con un viaggio noioso solo per anziani, né si limita a chi ha più tempo o non ha bambini piccoli, né ad altri motivi simili che ci possono venire in mente. Molto probabilmente avete già sperimentato lo slow travel senza saperlo. Quando avevate più tempo per godervi davvero poche cose, senza correre dietro a piani e orari, quando evitavate la folla e lo stress molto spesso presenti nelle località turistiche più popolari, ed evitavate un programma di viaggio rigido, preferendo fissare dei check point, come linee guida, e lasciare il resto allo spirito d’avventura. O risvegliarlo così. E se nel frattempo siete fuggiti per un po’ dalla tecnologia, allora sapete di cosa parliamo.
Slow travel si può vivere in vari modi, dai tour con degustazioni di specialità locali o di vini, al campeggio, alle crociere, ai tour in bicicletta. Molto spesso può essere anche più economico, grazie a minori costi di viaggio, ma comunque lussuoso. Così anche il campeggio ottiene la sua versione glamour (glamping), quando si alloggia in lussuose case mobili, proprio come quelle che potete trovare al Camping Plitvice. Con la possibilità di usare la piscina, questo campeggio a 5 stelle offre una sensazione di vacanza di prima classe nel cuore di una riserva naturale. Il campeggio si può identificare in particolare con la tendenza dello slow travel perché rappresenta una sorta di rituale, dal procurarsi tutto il necessario per il campeggio fino a montarlo. Inoltre, una delle qualità dello slow travel è l’impatto zero sull’ambiente, il che significa che lo lasciamo così come l’abbiamo trovato. Godersi le bellezze naturali che molto spesso circondano il luogo del campeggio arriva alla fine come ricompensa per l’impegno e il tempo investiti. Non ha senso correre via subito dopo un giorno: meglio restare e assorbire tutta l’energia intorno a sé.